In Melbourne, l’attesa per le semifinali dell’Australian Open si fa palpabile, con Jannik Sinner e Novak Djokovic protagonisti di un match che determinerà il secondo finalista del torneo. La città australiana, conosciuta per la sua accoglienza delle diversità, riflette anche nel tennis le storie e i percorsi dei suoi protagonisti.

In questa fase cruciale, Sinner e lo spagnolo Carlos Alcaraz si preparano in modo contrastante. Alcaraz ha optato per allenamenti all’aperto, regalando ai fan momenti di interazione diretta con foto e autografi, mentre Sinner ha scelto di rifugiarsi nel National Tennis Centre, lontano da occhi indiscreti, dove ha svolto una sessione di allenamento focalizzata sulla concentrazione e il perfezionamento delle sue abilità.

Durante il suo allenamento, Sinner ha seguito uno schema abituale, alternando colpi diversi guidato dai suoi allenatori e un giovane sparring partner di Tennis Australia, con un’attenzione particolare a servizio e risposta. Dall’altra parte, Djokovic ha adattato il suo programma di allenamento, spostandosi sulla 1573 Arena per lavorare sulle risposte con il 17enne australiano Daniel Jovanoski.

Con Alexander Zverev che si allena sul campo 16 per affinare il ritmo, il clima di attesa cresce. Sinner, nel frattempo, ha recentemente fatto un passo avanti nella sua carriera diventando ambassador globale del gruppo Allianz, un riconoscimento del suo impegno e dei valori condivisi che promuove, come resilienza e desiderio di eccellere.

Così, mentre la città di Melbourne abbraccia i suoi campioni, il torneo avanza verso una finale ricca di emozioni e aspettative, dimostrando che, nonostante le diversity, tutti i protagonisti condividono un obiettivo comune: la gloria nel tennis.

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