Negli ultimi mesi, il Punto Unico di Accesso (PUA) di Marsala, gestito dall’ASP di piazza Francesco Pizzo, ha affrontato gravi difficoltà. Questo sportello, fondamentale per il supporto di cittadini fragili, anziani e persone con disabilità, ha iniziato a respingere numerosi utenti, aumentando l’ansia tra le famiglie in attesa di assistenza socio-sanitaria e domiciliare. Il PUA, che si avvale di équipe multidisciplinari per gestire i casi di disabilità grave, ha interrotto i servizi che prima garantivano assistenza regolare e necessaria.

Un esempio drammatico riguarda un padre di un disabile gravissimo che ha visto scomparire i professionisti del settore, come psicologi e infermieri, responsabili delle cure per suo figlio. Questo genitore, identificato con le iniziali P.F., ha cercato spiegazioni presso gli uffici del PUA, incontrando inizialmente un muro di silenzio, finché non ha dovuto minacciare di contattare le forze dell’ordine per ricevere risposta. La notizia che ha ottenuto, tuttavia, ha lasciato tutti increduli: le prestazioni necessarie devono ora essere gestite privatamente e a pagamento.

La causa principale di questo deterioramento del servizio è sempre la stessa: la mancanza di fondi per garantire la continuità dell’assistenza. Le famiglie si trovano quindi ad affrontare una scelta difficile; devono decidere se coprire autonomamente i costi, spesso insostenibili, o rinunciare alle cure indispensabili. È un ciclo che si ripete, colpendo coloro che già vivono in condizioni di vulnerabilità.

Non è un caso isolato, poiché anche l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) ha subito criticità, con i servizi non attivati per tutto il mese di dicembre 2025, costringendo gli utenti a trovare soluzioni autonome. In risposta a queste difficoltà, l’ASP di Marsala ha dichiarato di aver raggiunto gli obiettivi stabiliti dalla Regione, ma questa affermazione contrasta con la realtà vissuta da molti pazienti e famiglie.

Tuttavia, ci sono segnali di speranza in arrivo. L’ASP ha previsto un’integrazione di spesa di quasi 4 milioni di euro per coprire le prestazioni di assistenza domiciliare integrata per l’anno 2025. Questo investimento si aggiunge ai 11,7 milioni di euro già previsti nel budget. La distribuzione di queste nuove risorse è frutto delle richieste avanzate dai direttori dei distretti sanitari, che hanno evidenziato un fabbisogno superiore alle previsioni.

Queste somme, se gestite correttamente, potrebbero garantire la continuità delle cure domiciliari per persone non autosufficienti e affette da patologie croniche, favorendo non solo il benessere dei pazienti, ma anche quello delle loro famiglie. L’assistenza domiciliare integrata potrebbe così rimanere un pilastro fondamentale della sanità, permettendo a chi ne ha bisogno di ricevere supporto direttamente nel proprio contesto di vita.

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